Multiforma | Corsi ECM
AREA PSICOSOCIALE
Istituto di Scienze Cognitive

Organizzatore

Istituto di Scienze Cognitive
Sito web
http://www.istitutodiscienzecognitive.it

In collaborazione con:

MultiForma
Telefono
3396627444
Email
segreteria@multiforma.net

Luogo

MILANO | Hotel Michelangelo
Piazza Luigi di Savoia, 6, 20124 Milano

Data

22 Feb 2020 - 23 Feb 2020

Ora

10:00 - 17:00

Costo

300,00

Lavorare con i sopravvissuti all’abuso sessuale infantile

Crediti ECM: 9,8 (evento n. 287272 )

Destinatari:Medico chirurgo (neuropsichiatria infantile, psichiatria, psicoterapia), psicologo (psicologia, psicoterapia), tecnico della riabilitazione psichiatrica, educatore professionale.

Obiettivi

Il programma punta a migliorare la comprensione dell’ASI, nonché del suo impatto e degli effetti a lungo termine sui sopravvissuti. Inoltre, punta a spiegare in che modo i clinici possono lavorare efficacemente utilizzando i principi di una terapia del trauma sicura, la psicoeducazione e la stabilizzazione per aiutare il paziente a riprendere il controllo ed elaborare la narrazione relativa all’ASI. Si acquisiscono anche abilità volte a favorire l’attivazione dell’emisfero destro, enfatizzando inoltre l’importanza della relazione terapeutica per favorire lo sviluppo della resilienza alla vergogna e facilitare la crescita post-traumatica.

 

Abstract

Le attuali ricerche sull’abuso sessuale infantile (ASI) indicano che un solo sopravvissuto su otto denuncia gli abusi subìti, spesso dopo molti anni.

Quando sia il sopravvissuto che il terapeuta non sono in grado di riconoscere il legame tra svariati problemi di salute fisica e mentale e una storia di ASI, attuare un intervento terapeutico efficace diventa complesso. Tra le problematiche più comuni presenti nei sopravvissuti a un ASI troviamo disturbi legati alla reazione del paziente al trauma, disregolazione emotiva, vergogna cronica, un’ampia gamma di dipendenze, autolesionismo e ideazione suicidaria, disturbi compulsivi, difficoltà relative alla vita sessuale e alle relazioni interpersonali, disturbi della personalità, malessere persistente a livello somatico, dolore cronico, disturbi autoimmuni e sindrome da fatica

cronica.

La mancata identificazione della relazione tra i sintomi riferiti dal paziente e una storia di ASI comporta un pericolo significativo: se l’ASI rimane nascosto, la sintomatologia del paziente potrebbe essere mal interpretata, il che potrebbe causargli problemi pervasivi sia a livello fisico che mentale. È quindi fondamentale che i clinici che operano in diversi setting relativi alla saluta fisica e mentale siano a conoscenza dell’impatto e degli effetti a lungo termine dell’ASI; inoltre, per poter intervenire in modo appropriato, è essenziale che siano in grado di riconoscere come l’ASI si manifesta in svariati contesti clinici.

Per poter affrontare efficacemente le sfide derivanti dal trattamento di questi pazienti, i clinici hanno bisogno di conoscere: una serie di tecniche terapeutiche che utilizzino sia approcci top-down che bottom-up; strategie non verbali, tra cui arte terapia e terapia del gioco; tecniche sensomotorie che consentano ai sopravvissuti di vivere nel presente anziché essere catapultati nel proprio passato traumatico.

Questo seminario – rivolto principalmente a psicoterapeuti, counselor, psicologi e psichiatri – punta a migliorare la comprensione dell’ASI, nonché del suo impatto e degli effetti a lungo termine sui sopravvissuti. Inoltre, punta a spiegare in che modo i clinici possono lavorare efficacemente utilizzando i principi di una terapia del trauma sicura, la psicoeducazione e la stabilizzazione per aiutare il paziente a riprendere il controllo ed elaborare la narrazione relativa all’ASI.

Grazie all’utilizzo di numerosi esempi clinici, il seminario consentirà ai partecipanti di acquisire abilità volte a favorire l’attivazione dell’emisfero destro, enfatizzando inoltre l’importanza della relazione terapeutica per favorire lo sviluppo della resilienza alla vergogna e facilitare la crescita post-traumatica.

Durante il seminario, verrà analizzato anche l’impatto del lavoro con i sopravvissuti sui terapeuti: a questo proposito, verrà spiegato come minimizzare il rischio di traumatizzazione vicaria e di stress traumatico secondario attraverso un’adeguata cura di sé. Dopo aver identificato le diverse abilità terapeutiche e le sfide connesse al lavoro con i sopravvissuti a un ASI, i clinici sentiranno di avere più strumenti per lavorare con questi pazienti e saranno in grado di apprezzare maggiormente gli effetti trasformativi della crescita post-traumatica, sia per il paziente che per il terapeuta stesso.

La prima giornata del corso sarà dedicata alla comprensione della natura e delle dinamiche dell’ASI e del trauma complesso, nonché del loro impatto sull’individuo. Verranno analizzate le principali sfide relative all’assessment dell’ASI, tra cui gli ostacoli che impediscono al paziente di rivelare gli abusi subìti, le diagnosi errate e i disturbi in comorbidità, evidenziando la necessità di una formulazione collaborativa del caso. La seconda giornata sarà dedicata, invece, alle migliori prassi per lavorare con i sopravvissuti all’ASI, utilizzando un trattamento orientato per fasi, focalizzato sul trauma, che promuova la stabilizzazione, l’elaborazione e l’integrazione. In particolare, verrà ribadito che questo modello focalizzato sul trauma risulta ancora più efficace se supportato da un

approccio relazionale, in cui reciprocità e connessione vengono considerate prioritarie per la creazione di una relazione terapeutica collaborativa e non gerarchica.

L’utilizzo di queste tecniche terapeutiche è finalizzato a ridurre la replicazione delle dinamiche di potere, controllo e vergogna che risultano spesso assiomatiche nei casi di ASI e trauma complesso. Infine, saranno esaminati aspetti relativi alla co-creazione e alla gestione delle impasse terapeutiche, nonché alle strategie da adottare per minimizzare la vergogna e un’ulteriore traumatizzazione.